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Trasparenza & Pricing

Nessun listino prezzi pubblico. Non per opacità, ma perché ogni problema ha un costo diverso e mettere numeri senza contesto è disonesto.

Il pricing di un intervento tecnologico è la prima informazione su cui un cliente vorrebbe avere certezze, ed è anche quella che le imprese del settore comunicano con il maggior grado di ambiguità. Il motivo non è quasi mai opacità voluta: è che la dispersione dei costi reali tra un progetto e l'altro, anche all'interno della stessa categoria, è ampia abbastanza da rendere qualsiasi cifra di listino fuorviante. Un intervento di consulenza architetturale può richiedere due settimane o sei mesi a seconda di quanto materiale legacy sia coinvolto, di quanto sia documentato il sistema esistente, di quanti vincoli regolatori o di integrazione emergono solo dopo aver guardato il codice. Pubblicare una tariffa giornaliera senza il contesto significa promettere standardizzazione dove la realtà è eterogenea, e questo è il primo passo verso una negoziazione costruita su aspettative incompatibili. Preferiamo prendere il tempo necessario per capire, e poi presentare un numero che riflette il problema vero.

Il prezzo, per come lo intendiamo, è un riflesso onesto di tre variabili: la complessità tecnica reale del problema, il rischio che ci assumiamo nel risolverlo, e il tempo qualificato che richiede. Non è una leva da spostare in trattativa per dare al cliente la sensazione di aver ottenuto uno sconto, e non è il risultato di una formula generica applicata alla giornata uomo. Quando un preventivo esce con margini gonfiati per "stare tranquilli", succedono due cose: il cliente paga di più del necessario, e il fornitore si concede l'illusione di poter assorbire imprevisti senza un metodo. Quando esce troppo basso, la pressione sul progetto si scarica sulla qualità, sulle ore non fatturate, sulle scorciatoie tecniche che diventano debito che il cliente erediterà. La nostra prima telefonata serve esattamente a evitare entrambe queste derive: è gratuita, non è una pre-vendita travestita da consulenza, e in molti casi finisce con noi che diciamo "questo non è il momento", oppure "qui vi serve un altro tipo di fornitore".

Conversazione iniziale e definizione del perimetro di intervento

Perché non pubblichiamo i prezzi

Un listino prezzi presuppone che i servizi siano standardizzati. I nostri non lo sono. Un audit infrastrutturale per una startup con tre servizi su AWS non ha nulla in comune con lo stesso audit per una PMI con vent'anni di legacy on-premise. Pubblicare una tariffa giornaliera sarebbe semplice, ma sarebbe anche fuorviante: non dice nulla sul valore dell'intervento, sulla complessità del problema o sulla durata reale dell'impegno. Preferiamo fare un lavoro serio di comprensione del contesto e presentare un preventivo che rifletta il problema reale, non una formula generica.

Modelli di ingaggio

Lavoriamo con tre modelli, scelti in base alla natura del problema e alle esigenze del cliente. Non sono pacchetti rigidi: sono strutture che adattiamo al contesto.

Progetto a prezzo fisso

Obiettivo definito, tempi concordati, costo chiuso. Funziona quando il problema è chiaro, il perimetro è delimitabile e il risultato atteso è misurabile. La diagnosi iniziale è inclusa nel prezzo. Contratto, allegato tecnico e capitolato vengono redatti prima dell'avvio: il cliente sa esattamente cosa riceve. Se in fase di analisi emerge che il perimetro è diverso da quello ipotizzato, aggiorniamo la proposta prima di procedere: nessuna sorpresa a progetto avviato.

Retainer mensile

Un monte ore mensile dedicato, con priorità garantita. Il modello giusto quando il bisogno è continuativo: gestione infrastrutturale, supporto tecnico al team, evoluzione progressiva di un sistema esistente. Il vantaggio è la continuità: non dobbiamo riallinearci ogni volta sul contesto. Le ore si ricalibrano ogni trimestre in base all'uso effettivo.

Time & Material (on-demand)

Interventi puntuali senza impegno continuativo. Code review, secondo parere su un'architettura, troubleshooting di un problema specifico, supporto per una decisione tecnica urgente. Tempi di risposta rapidi, perimetro definito per ogni intervento, fatturazione a consuntivo. Non è il modello più economico per giornata, ma è il più flessibile quando il bisogno è sporadico e circoscritto.

Cosa non facciamo commercialmente

Non leghiamo i clienti a contratti che sopravvivono al loro valore. Un retainer mensile o una collaborazione continuativa hanno senso finché entrambe le parti vedono un ritorno chiaro: nel momento in cui il bisogno cambia, o si esaurisce, o sarebbe più razionale riportare l'attività in casa, il contratto deve poter chiudersi senza penali punitive e senza la fatica di una rinegoziazione difensiva. Lo stesso vale dall'altra parte: non firmiamo impegni pluriennali con clausole di esclusività che ci impedirebbero di restare onesti rispetto al lavoro svolto. Le clausole di rescissione che usiamo sono brevi, simmetriche, e leggibili in pochi minuti. Non riteniamo che la durata del contratto sia il segnale di una relazione solida; lo è il fatto che il cliente scelga di rinnovarla quando potrebbe non farlo.

Non gonfiamo le stime per "stare al sicuro" e poi rientriamo nei tempi tagliando angoli che il cliente non vede. Ogni voce di un preventivo corrisponde a un'attività che intendiamo davvero svolgere, con il livello di cura che dichiariamo nel capitolato. Se ci accorgiamo che il budget disponibile non permette di fare le cose come andrebbero fatte, lo diciamo subito, prima di firmare: meglio rinunciare a un progetto che consegnare un sistema fragile per cui saremo comunque chiamati a rispondere quando inizierà a rompersi. Questo significa che a volte raccomandiamo al cliente un perimetro più stretto di quello richiesto, che a volte suggeriamo di rimandare una parte del lavoro a una fase successiva, e che altre volte indichiamo apertamente un fornitore più adatto al budget e alla natura del problema. È un approccio che riduce la conversione nel breve, ma rende sostenibili le collaborazioni che effettivamente partono.

Cosa aspettarsi dal primo contatto

Il primo passo è una conversazione: non un questionario, non un form con venti campi. Ci scrivi o prenoti una call, e parliamo del problema. Nessun impegno, nessun costo. L'obiettivo è capire se possiamo aiutarti e, in caso affermativo, con quale modello e in che tempi.

Dopo la conversazione iniziale, se c'è un fit, prepariamo una proposta scritta che include: descrizione del problema come lo abbiamo capito, approccio suggerito, stima di tempi e costi, e condizioni chiare. La proposta è gratuita e senza vincoli. Se decidi di procedere, partiamo in 1-2 settimane dalla firma.

Una cosa che non facciamo: gare al ribasso. Se il criterio di selezione è esclusivamente il prezzo più basso, non siamo il fornitore giusto. Competiamo sulla qualità dell'analisi, sulla profondità dell'intervento e sulla capacità di risolvere il problema nel modo giusto la prima volta.

Hai un problema tecnologico da risolvere?

Raccontaci la situazione. Rispondiamo entro 24 ore nei giorni lavorativi.

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